Finalmente la primavera, pazza e inquieta! Il rigoglio dei miei vasi, l’arrivo dei conguagli del condominio e del riscaldamento, la scadenza del contratto di lavoro, la muta del pelo felino, le orchidee che rigogliose mettono radici e figliano.
Sto cercando di farmi dare un fottuto partime, con la crisi che c’è non dovrebbe essere una cosa così difficile. Invece, come sempre, trattasi di processo lento e farraginoso. Ho in progetto lavori da fare e ho bisogno di tempi certi per dedicarmici, e finché non avrò risposte, non potrò darne nemmeno io. L’estate si avvicina… L’idea di fondermi con l’asfalto di questa città puzzolente mi fa venire la nausea. Con pochi soldi per sopravvivere, nessun cocktail alcolico da bere, nessuna buona idea che esca dalla mia testa di cazzo e le spese a prendere il sopravvento, vale la pena accettare sempre i compromessi imposti dagli altri o è meglio farsene una ragione?
