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Archive for maggio, 2009

La mia versione dei fatti?

Un uomo sulla settantina con molti soldi in tasca si diverte a organizzare lunghi soggiorni a tema nella sua suntuosa villa al mare ed è solito invitare giovinette e giovinetti, per sentirsi meno attempato. Cosa faccia durante questi lunghi baccanali non è dato saperlo alla plebe.
Si da il caso che questo uomo ricco e potente abbia un ruolo più che importante nella scena politica di questo piccolo paese dall’encefalogramma piatto e dovrebbe forse dare il buon esempio alla plebe. Si alza quindi il polverone quando di queste ludiche feste in villa qualcuno vuole sapere di più. Il chiacchiericcio si fa folto come i capelli di un ipertricotico su chi abbia infilato dove non si sa cosa… la prurigine ci stravolge tutti. La bava alla bocca nelle risse tra chi vorrebbe lucida chiarezza e chi invece è determinato a tutelare una privacy fallace la fa da padrone.
Io però penso e ripenso ascoltando questo circo Barnum in tv e ho la netta sensazione che le imbarazzanti menzogne siano costruite a tavolino proprio per farci rotolare nel gossip affinché ci si dimentichi di chi dorme da due mesi circa dentro una tenda, di chi muore dentro le cisterne di Sarroch, di chi non arriva alla fine del mese e di chi si ritrova senza lavoro e senza tutele. Perché questo è solo un paese pieno di gente a cui piace battersi costantemente il petto, contro una condotta morale eretica, contro una decenza di cui è la prima a lavarsene le mani. Intanto nel resto del mondo, fuori dalla eco dello stridulo chiacchiericcio emanato da donne cannone e domatori di tigri ed equilibristi, la crisi economica continua ma la storia va avanti. E spero vada avanti anche senza di noi. Almeno, forse, racoglieremo le briciole.

Costipazione maggiolina.

Finalmente la primavera, pazza e inquieta! Il rigoglio dei miei vasi, l’arrivo dei conguagli del condominio e del riscaldamento, la scadenza del contratto di lavoro, la muta del pelo felino, le orchidee che rigogliose mettono radici e figliano.
Sto cercando di farmi dare un fottuto partime, con la crisi che c’è non dovrebbe essere una cosa così difficile. Invece, come sempre, trattasi di processo lento e farraginoso. Ho in progetto lavori da fare e ho bisogno di tempi certi per dedicarmici, e finché non avrò risposte, non potrò darne nemmeno io. L’estate si avvicina… L’idea di fondermi con l’asfalto di questa città puzzolente mi fa venire la nausea. Con pochi soldi per sopravvivere, nessun cocktail alcolico da bere, nessuna buona idea che esca dalla mia testa di cazzo e le spese a prendere il sopravvento, vale la pena accettare sempre i compromessi imposti dagli altri o è meglio farsene una ragione?