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Archive for aprile, 2009

Design macht frei (una citazione doppia).

mister H:
ahhaha ti prego racconta cosa ti hanno chiesto?

Valentina:
cosa il bubbone gigante?

Mister H:
si

Valentina:
ma niente, allora devi sapere che lavoro in questa sorta di agenzia sf in cui facciamo una buona parte dei materiali del cazzo di “una nota compagnia di telefonia mobile”; materiali cartacei ovviamente, ma questo non è importante…
siccome siamo molto economici, o meglio sono molto economici, perché fosse per me gli chiederei 1000 euro a cambiamento di virgola per sedare la creatività dei dirigenti, creativi ovviamente, perché io qui faccio solo il braccio operativo e la mia testa serve esclusivamente a comporre le polemiche…
Allora… sto impaginando questa meravigliosa newsletter cartacea, dimensioni A3, pieghevole, dove ci sono scritte tipo 2 cose e un cazzo, che ogni 3 o 4 giorni viene riaperta per cambiare che so, la frase ics, piuttosto che l’impaginazione ipsilon
e ieri se ne sono usciti fuori col pallocco gigante…
Che sarebbe poi un boxettino tondo di quelli dacoltuecscion, tipo lo sconto è riservato a lei… e a quella vacca della madonna. tra le parentesi, e volevano questa sorta di pustola arancio wind enorme, a riempire il più possibile quei km quadrati di ex foresta amzzonica di cui non sanno cosa farsene, poiché il formato è sovradimensionato rispetto al contenuto… ma per me possono morire tutti.
Ecco.

mister H:
ahahahah
ti amo
platonicamente

Valentina
dovrei tenere un diario… ma credo mi radierebbero dall’albo dei lavori sottopagati nel campo della pubblicità
anzi quasi quasi ora lo scrivo sul mio blog, paro paro

mister H:
ahhaaha
io l’avevo fatto cazzo
designmachtfrei.splinder.com
ma nessuno mi ha cagato per i contenuti

Valentina
ahahahahhaa

Mister H
cmq

Valentina
bellissimo titolo paranazista

Mister H

grazie, mi fa piacere che hai apprezzato

Valentina
certo

Mister H
(UND KEINE EIER)

Valentina
come potrei non apprezzare io che vorrei eva braun come vicina di casa

(…continua)

La fine del mondo.

La paura, quella ancestrale, mi ha intrecciato le budella, stanotte. Il gatto, che mi sveglia 5 secondi prima che il palazzo inizi a tremare pesantemente, gli oggetti che cadono fragorosamente, le voci dai pianerottoli, chi vorrebbe scendere, chi, come me, sa che, se la scossa fosse devastante, le scale sono il posto meno praticabile, e comunque siamo all’ultimo piano… 20 secondi di pura paura. Finita la scossa, pochi secondi e la riminiscenza de 1997, mi lasciano la lucidità di razionalizzare che non essendo Roma una zona sismica, qualcosa di grave deve essere accaduto. Chiamo a casa, perché il primo pensiero va verso i propri cari. Tutto bene, per fortuna. Poi mi ricordo che, nel dormiveglia ho sentito di uno sciame sismico in abruzzo. Infatti è successo quello che è successo. Per un piccolo angolo d’italia e migliaia di persone il mondo è finito. La vita ha smesso di essere vita in soli lunghissimi 20 secondi.
Amen.

Solo per oggi…

Corso di cioccolart.
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