inicio mail me! sindicaci;ón

Archive for agosto, 2008

Il fascino discreto dell’asfissia.

Tardo pomeriggio della prima domenica di agosto. Siamo chiusi in casa, a causa di lavoro arretrato a lento smaltimento. Non lontane appaiono ai nostri occhi le oasi rarefatte delle ferie. Tra i miraggi lattiginosi della canicola riusciamo, forse, a intravedere uno scorcio delle troppo brevi vacanze. O ce ne restiamo attoniti a immaginare, un’onda, una palma, un cliché da cartolina con timbro postale estero. Ma è l’ultimo brandello di questa “cosa” che ci fa, faticosissimamente, andare avanti.
La gente normale ha abbassato tapparelle, incatenato cancelli, chiuso a doppia mandata portoni e, ignorando l’emergenza traffico, si è tolta dalle palle da questa enorme chiazza di cemento e asfalto, prediligendo forse il mare, forse la montagna, forse le mete esotiche o i viaggi socialmente utili. E Roma è stranamente silenziosa (ma non abbastanza, comunque), immersa nel giallo e nel grigio di sole e di smog, opaca di umidità, libera dall’assillo di cercatori di parcheggio. Una goduria che apprezzeranno sicuramente solo i detentori di condizionatore d’aria.
L’unica certezza di ieri, oltre alle madidissime chiazze di sudore sulla mia canottiera, rimane l’invidia parossistica che ho provato venerdi pomeriggio parlando con E detta G che di lì a poco sarebbe partita per un uicchend a Ponza. L’unica certezza di oggi è che io un uicchend di vero mare ancora non l’ho fatto e non sono sicura di farlo nemmeno in Spagna (sto andando alla cieca, daltronde).
Agosto: è già scattato in me il conto alla rovescia. Sto per declamare a piena voce la fine dell’estate. Sono stata tanto impegnata a fare stronzissimi layouts di siti di merda che ho completamente ignorato lo scorrere del tempo, del mese di luglio che rimane, nella mia flaccida mente, il più suggestivo tra i mesi d’estate. La ridondante routine cacofonica, un giorno dopo l’altro a fondere la sveglia stizzosa con la ginnastica per un corpo giovane e bello (obbiettivo non raggiunto), la doccia lesta con la tangenziale intasata, il culo seduto per 9 ore con il lungo tevere ostruito, il ritorno affranto con la cena insipida e infine con la tenebra ottusa: questa immensa massa suppurata di eventi fusi con altri eventi di cui non ricordo che la ripetizione, si è sostituita nella mia testa di cazzo alle lunghe giornate di luglio in cui bere mojito distrattamente senza pensare al futuro, alle feste in spiaggia e alle fragorose risate e ai bagni al tramonto e all’aperitivo al baretto e quant’altro.
Pensare a tutto questo, mentre tra le ciambelle di adipe si insinuano umidi tepori e goccioline salate di sudore stantio irrigano dolcemente il mio retrobottega, non ha prezzo.
Per tutto il resto c’è la mia mastercard ricaricabile, con pochi spicci all’interno con cui, al massimo puoi fare sciocchissimi acquisti online.