aprile 11, 2008 at 14:18 · Filed under le cazzate di flaccy
Stanze invase dall’acre odore di piscio di gatto, fumo di sigaretta, puzza di piedi.
Meraviglioso habitat per i feticisti degli odori è la mia stanza; riconoscibili le tracce ottundenti di polvere, detergenti anticamente usati, creme per il corpo, crocchette ed erba gatta amalgamate insieme dai succhi gastrici felini.
Capitolo a sé spetta al bagno, infestato da piccole orme nere su sanitari biancoporcellana, peli pubici, cacare, magnifica fonte di ispirazione per gli amanti di trame sporche e pennelli consunti di photoshop.
Cucina a pois irregolari, con formiche, che gioiscono incredibilmente nella facilissima ricerca di cibo.
Ho perso il controllo sulla mia vita? A chi va la colpa dello sfacelo? Alle 12 ore passate fuori casa, al martirio del lavoratore, quotidianamente alienato? Alla mancanza di spirito di adattamento al tanto agognato ruolo di donna/madre/casalinga/maeccellentedonnad’affari?
Voglio una schiera di psicopatici estremisti dell’ordine e di nevrotici maniaci del pulito al mio fianco. Se no la mia missione di oggi non è altro che una stancante cavalcata contro i mulini a vento.
aprile 9, 2008 at 09:12 · Filed under le cazzate di flaccy
Trepidanti in attesa della fantomatica riunione annunciata ieri con enfasi da LDP. Io no, io sonnecchio dentro, lì dove alberga la pace dei sensi e il silenzio che mi sono autoimposta.
Considerazioni sul futuro? Sveglia alle sei, a correre intorno al palazzo finché non sopraggiunga collasso cardiovascolare, rianimazione con un paio di elettrostimolazioni, doccia, ritorno a officine farnetico. Accensione del computer, lobotomia.
Il tutto mi lascia presagire che io debba riprendere le redini del disastro che mi gravita intorno. E rassettare.
aprile 6, 2008 at 14:38 · Filed under le cazzate di flaccy
La gestione della casa è una di quelle materie che dovrebbero insegnarti a partire dalle elementari, via via, per tutti i lunghi anni di scuola, con 4 anni di tirocinio durante l’eventuale vita di fuorisede. Solo così, si può sperare di arrivare alla maturità completamente capaci ed autonomi, perfettamente in grado di essere perfette casalighe e contemporaneamente ottime lavoratrici. Non ne voglio fare una questione di ruolo. Queste mansioni andrebbero inculcate a femminucce e maschietti, abbondando in consigli pratici di bricolage, tinteggiatura, idraulica di base, cucina, carpenteria spicciola e giardinaggio, sin dall’infanzia.
A tutt’oggi, io, esordiente trentunenne, sento la questione dell’organizzazione domestica come un incombenza terribile su cui non ho alcun controllo. La situazione mi sfugge di mano, così come sfugge di mano ai miei coinquilini, tant’è che si è vociferato di chiamare a breve una donna delle pulizie, per evitare di ritrovarci molto presto a vivere sopra a un cumulo di immondizie, nuotando tra lavatrici da fare, lavastoviglie ingolfata, muffe, piscio e merda di gatto, bucato da piegare, pranzi, cene e colazioni da preparare e via via discorrendo.
D’altronde come si può essere una perfetta padrona di casa quando ci si alza, ci si lava, si sta 45 minuti sulla tangenziale, quindi 9 ore in ufficio quindi altri 45 minuti in tangenziale e si rientra a casa giusto in tempo per svenire sul divano, o, peggio ancora, per rimettersi a lavorare su progetti che si sono dilatati nel tempo così tanto da diventare una schiavitù?Io la ricetta giusta per riuscire ad autogestirmi non ce l’ho. Se qualcuno di voi sa suggerirmi la strategia giusta, che non comprenda il dare fuoco a tutto il contenuto dell’appartamento in cui vivo per essere finalmente libera dalla schiavitù degli oggetti e del luogo atto a contenerli, beh, sono qui che aspetto.
Buon lunedi.